“La sfida del nostro secolo è adottare un’idea di sviluppo sostenibile” – Kofi Annan

Società Italiana Gas Liquidi S.p.a.– VULCANGAS – è un’azienda leader del territorio nella distribuzione dei gas di petrolio liquefatti.
Incontriamo il suo Amministratore Delegato, Giacomo Fabbri nel quartiere generale di Torriana.
Ci racconti la storia del gruppo.
“Il nostro è un gruppo che storicamente si occupa di gas liquefatti, da oltre 50 anni commercializziamo GPL ed affini. Quest’intrapresa nasce dall’intuizione di mio nonno che è sempre stato un uomo pratico e lungimirante. L’azienda è sempre stata gestita dai figli, prima da mio zio Giorgio, uomo capace e dinamico, poi da mio padre Enrico, uomo pragmatico e dalle grandi visioni. Siamo partiti come Trader di prodotto importando gas dall’Algeria e dal Mare del Nord per approvvigionare i player nazionali.
La conduzione della società, all’inizio, era in capo a mio zio che è mancato nel 1984 per un incidente stradale.
Mio padre, che si occupava di altre nostre aziende, venne chiamato a prendere il posto del fratello e da quel momento l’azienda ha cambiato pelle.
Infatti, alla fine degli anni 80 iniziano a rarefarsi dal mercato i grandi Traders “nazionali” a beneficio delle multinazionali e lui, intuendo il nuovo scenario, decide di spostare l’azienda dal trading alla commercializzazione sulla clientela finale, andando ad occupare la maggior parte della catena del valore.
La sua strategia si rivela da subito estremamente corretta ed il mercato gli dà ragione. Dal 1985, per 20 anni viviamo una crescita importante con tassi medi del 15% sviluppando una solida clientela finale e dotando, nel contempo, l’azienda di una rete di distribuzione carburanti che prima non avevamo.
Poi nel 1999 mio padre Enrico a 51 anni viene colpito da un ictus che lo tiene lontano dagli affari per molto tempo.
Li’ entra in gioco lei.
“Esatto. Il sottoscritto a 25 anni si trova davanti ad una scelta che la famiglia pone davanti, devo dire, con atteggiamento molto sereno. Le mie scelte potevano essere due: dire no ma questo avrebbe significato aprire l’azienda a terzi oppure raccogliere la sfida che mi era stata posta. Io mi sono sentito in dovere di accettarla e sa perché? Fino ad allora avevo avuto una buona vita, avevo avuto tempo per viaggiare, studiare, divertirmi.
Era venuto il momento di “restituire” il vantaggio che la mia famiglia mi aveva dato e ho quindi ritenuto giusto fare la mia parte”.
È stato difficile?
“Non è stato facile. Mi sedevo a tavoli che non erano i miei. A quell’età non sei pronto per un impegno così gravoso. La controparte o i tuoi colleghi hanno il triplo dei tuoi anni, tu esci dall’università e devi sviluppare una crescita accelerata. Io lo chiamo ‘il battesimo del fuoco’. Sono occorsi anni per imparare le regole di ingaggio e le liturgie proprie del mondo degli affari.
Era mio compito farlo nella convinzione che i valori trasmessi dalla famiglia fossero uno dei pilastri fondamentali della vita. Nasciamo, viviamo ma sono i principi educativi della famiglia quelli che anche involontariamente ti formano.
Non si è trattato di una sfida ma di un dovere verso mio padre che si era ammalato e verso mio nonno, un uomo integro e lucido che aveva aperto la strada al nostro futuro. Li’ è iniziato il mio percorso continuando a sviluppare l’azienda in linea con i nostri piani industriali. Il gruppo negli anni ha continuato a rafforzarsi nei segmenti distributivi del gas sia per l’uso combustione che autotrazione. Poi a cavallo del millennio lo scenario energetico mondiale iniziare a mutare. Noi stando nel settore l’abbiamo capito prima, e ci siamo fatti trovare
INCONTRI pronti al cambio del paradigma.giacomo fabbri primo piano
E lì cosa accade?
“Vediamo che i prodotti classici, ad alto impatto ambientale o estremamente volatili nei prezzi, cominciano a soffrire e pertanto cerchiamo un prodotto da affiancare ai classici, che sia più compatibile con le nuove esigenze, trovandolo nel gas naturale liquefatto in Italia conosciuto con il nome di GNL. Una sfida a me particolarmente cara che ho seguito direttamente dal 2011. È stata un’intuizione in cui crediamo fortemente e sarà il tempo a dire se sia stata fortunata”.
Che caratteristiche ha il metano liquido?
“È un prodotto che si candida alla transizione energetica avendo tra le tante, due caratteristiche fondamentali: la versatilità ed il fatto che, per essere impiegato, necessita di semplici upgrading tecnologici. Ha un bassissimo impatto ambientale, è elastico nell’impiego infrastrutturale ed è facile da trasportare. La liquefazione lo rende puro, quindi più energetico. Le riserve mondiali sono estremamente abbondanti e perciò il suo prezzo sul lungo periodo è decisamente più stabile. Non produce polveri sottili, le famose PM10 responsabili dell’inquinamento atmosferico. In generale le emissioni da combustione del GNL sono notevolmente più basse, rispetto ad altri prodotti equivalenti.
Da quali canali proviene?
Per il mercato del mediterraneo i paesi prevalenti sono l’Algeria ed il Quatar. A livello mondiale Usa, Russia, Algeria e Quatar sono i maggiori produttori.
Il mercato energetico mondiale è diviso in macro zone ed ognuna, ha normalmente un distretto prevalente di fornitori.
Quindi il suo valore primario è dato dalla semplicità di conversione.
“Esatto. Permette una facile conversione energetica perché impiega, in larga parte, le stesse tecnologie dei motori a gasolio e benzina.
Per cui capisce che le caratteristiche ideali ci sono tutte. Dato questo contesto il gruppo ha deciso di investire in questo settore”.
Quanto pesa sul mercato?
“Oggi ancora poco in termini generali. Il mercato è in un’assoluta fase di espansione. Oggi il parametro che guardiamo è il tasso di crescita. Per farle un semplice esempio nei settori maturi ove operiamo , il tasso di crescita è mediamente tra il 2% ed il 4%. Il tasso di crescita nel settore del GNL è pari al 400%.
La nostra strategia è molto semplice. Avendo una rete distributiva già pronta, andiamo ad inserire il GNL come nuovo prodotto, stimolando il mercato verso la conversione energetica ed accompagnando nella transizione i nostri clienti.
Qualche dato?
“È in atto una crescita velocissima con potenzialità enormi. A fine 2014 i mezzi alimentati a GNL erano poche decine, oggi siamo a qualche migliaio, ed in continua fortissima crescita. Le principali multinazionali automobilistiche stanno convertendo le loro produzioni verso i motori a gas a ritmo sostenuto. Anche sul lato navale i più grandi gruppi armatoriali mondiali stanno varando navi alimentate a GNL.
Stiamo investendo anche in questo segmento, le infrastrutture portuali o SMALL SCALE LNG. Assieme ad importanti players del settore stiamo realizzando un deposito costiero nel porto di Livorno, abbiamo un altro progetto in Sicilia e stiamo valutando l’Est Europa”.
Una conversione profonda.
“Nel nostro mondo, quello dell’energia, i cambiamenti sono netti, non progressivi. Ogni imprenditore intercetta i segnali del mercato secondo la sua sensibilità e la sua forza ma tutti, in quanto abitanti di questa terra, dobbiamo prevedere, a mio avviso, un approccio etico.
Dell’energia non si può fare a meno perché rappresenta benessere, ricerca e progresso. Ma dobbiamo saperla declinare al rispetto dell’ambiente e della vita”.
La vostra filosofia sposa in pieno questa causa.
“Siamo da sempre eco friendly. Lei pensi che uno dei nostri “gingle” negli anni ‘90 era ‘L’ENERGIA PULITA’.
Per noi essere ‘puliti’ dal punto di vista ecologico è normale. Fa parte della nostra cultura aziendale. Da sem36
pre commercializziamo gas che come si sa, ha un minore impatto ambientale rispetto ai prodotti liquidi.
Basti solo pensare che la sede in cui ci troviamo qui a Torriana è costruita in legno ed è certificata AA+ con impatto ambientale quasi a 0.
Quanti siete in azienda?
“ Il gruppo conta circa 120 dipendenti diretti e 200 indiretti che condividono il sistema di valori creato all’interno.
E siete molto integrati al territorio.
“Un valore fondamentale. Le imprese e i territori che le ospitano se non sono in osmosi, muoiono. Ognuno deve fare la sua parte.
Io provengo da una famiglia riminese. La radice della Romagna è fortemente radicata in me. Siamo in una terra schietta, fatta di gente per bene con la schiena dritta. E io mi ritrovo perfettamente in questa descrizione. Mi sento un romagnolo con pochi fronzoli”.
Collaborate con molte realtà eccellenti del territorio.
“Sì, con il Circuito di Misano dove partecipiamo sin dall’inizio alla manifestazione TRUCK DAY.
E con il basket?
“Il progetto RBR mi è piaciuto subito quando la cordata di amici, amanti dello sport e della città, che lo ha messo in piedi mi ha coinvolto. Abbiamo sempre avuto una bella tradizione locale nella pallacanestro che è molto sentita. L’entusiasmo nel vedere la squadra giocare una partita è sempre grande. Vado al Palazzetto sempre accompagnato da mia figlia di 12 anni, una tifosa appassionata.
Il suo ruolo in Confindustria Romagna?
“Ho sempre pensato che l’esperienza associativa vada intesa come un servizio. Un’esperienza importante che reputo di sostegno al nostro territorio. Ho interpretato così sia l’esperienza in Confindustria Romagna che quella in Assogasliquidi, l’associazione di categoria del nostro settore.
Anche sul piano sociale da tanti anni aiutiamo l’associazione Papà Giovanni XXIII e aiutiamo alcune case famiglia, cosa a cui mio padre in particolare tiene molto”.
Suo padre, laureato in Ingegneria Civile a soli 24 anni, Presidente del gruppo e figura di riferimento, emana una naturale autorevolezza.
“Lui è un grande stratega. Non ha mai esercitato l’autorità perché non ne ha mai avuto bisogno. È stato bravissimo sia come padre che come imprenditore ed ha esercitato i due ruoli in maniera naturale, senza doversi imporre. Abbiamo uno splendido rapporto, a volte ci scontriamo quando abbiamo visioni diverse, ma tra noi siamo sempre sinceri.
In azienda è fondamentale la linea del comando, ho sempre reputato corretto che l’ultima parola fosse del Presidente. Per onestà, devo dire che mio padre mi ha sempre lasciato fare, fidandosi e supportandomi. Ed anche questa è una bella fortuna.
Una brava persona Giacomo Fabbri, che si definisce ‘egoista della sua libertà personale, senza sovrastrutture, con un profilo poco mondano e frequentazioni riservate con gli amici di lunga data.