RIMINI-CORFÙ-RIMINI. L’IMPRESA DI ENRICO FABBRI

L’Adriatico da conquistare, il brivido della competizione sportiva, il divertimento della Riviera Romagnola.

La Rimini-Corfù-Rimini è una regata d’altura organizzata dal Circolo Velico Riminese, conosciuta anche come la “Mille Miglia dell’Adriatico”, e la più lunga regata che si svolge nel mar Mediterraneo La prima edizione si disputò nel 1984, parteciparono 24 barche partecipanti e vinse Condor (15,24 m) in 157 ore, alla media di 6,6 nodi. Dopo 14 anni di interruzione, nel luglio 2015 si è effettuata una nuova edizione della regata.

Enrico Fabbri, Presidente di Vulcangas (main sponsor della Rimini-Corfù-Rimini), con la sua Sailing44 e il suo equipaggio, non solo ha tagliato il traguardo per primo in questa nuova edizione della Mille Miglia dell’Adriatico, ma ha anche vinto la sua sfida con l’ischemia che l’ha colpito nel 1999. Se fino ad ora per molti ischemici pareva impossibile pensare di poter partecipare a una regata così impegnativa Enrico Fabbri ha dimostrato che si può e si può anche vincere. Sulla Sailing44 altri otto componenti dell’equipaggio tra cui il medico Alberto Cardinali e il fisioterapista Nicola Galli.

«Questa avventura è partita come una sfida con me stesso, spinto da un grande entusiasmo – racconta Enrico Fabbri – ci sono stati momenti di paura, ad esempio quando abbiamo incontrato il maestrale, ma ha sempre prevalso lo spirito positivo, quello spirito che è lo spirito di Ulisse». Fin dai primi giorni in testa alla flotta Sailing44 ha condotto la gara navigando lungo la costa italiana, per poi fare il giro di boa il 9 luglio e riprendere la corsa verso Rimini.

«E’ stata un’esperienza meravigliosa. Bellissimo il senso di unione che si è creato con gli altri otto membri dell’equipaggio (quasi tutti fanno già parte dell’equipaggio della barca Vulcangas). Ci siamo sempre spronati a vicenda. Per me fondamentale il supporto e l’amicizia con tutti, in particolare con il fisioterapista Nicola Galli. Stupenda la natura che abbiamo incontrato. Ritengo di poter dare il là, la motivazione a tutti gli ischemici, a chi si è ammalato e a chi vi è rimasto coinvolto. Bisogna andare sempre avanti, non fermarsi, non arrendersi, non stare in difesa rispetto agli ostacoli della vita, ma credere in se stessi, avere fiducia. Il mio essere così ora è frutto della mia determinazione e di tutte quello che le persone e le esperienze importanti mi hanno trasmesso». Tra cui il mare, la vela. «Il mare fa dimenticare, mette in pace con tutto, con se stessi e con Dio. Il tramonto e l’alba sono due momenti particolarmente speciali, oltre a poter ammirare la varietà dei paesaggi»

Video, foto racconto imbarcazione Sailing44

Servizio Icaro TV

d